abbigliamento junior Report

L’abbigliamento Junior nel 2015-2016. Trend positivo del giro d’affari


Secondo le stime preliminari, nel 2015 la moda junior (accezione questa che comprende l’abbigliamento in maglia e tessuto per ragazzi/e di età tra 0-14 anni, intimo ed accessori inclusi) assisterebbe ad una prosecuzione del trend positivo del giro d’affari, anche se su ritmi più affievoliti rispetto a quelli sperimentati nel corso del 2014. Il turnover settoriale dovrebbe infatti sperimentare un moderato aumento, pari al +1,1%, portandosi a 2,67 miliardi di euro.

In corso d’anno il settore si è trovato, del resto, a scontare, così come gli altri comparti della filiera Tessile-Moda, il rallentamento sul fronte internazionale, mentre ha beneficiato solo in parte del miglioramento del sell-out sul fronte nazionale (di cui hanno fruito maggiormente operatori di natura più tipicamente commerciale).

abbigliamento junior

Una variazione negativa, ma contenuta al -1,2%, caratterizza ancora l’evoluzione del valore della produzione (variabile che, si ricorda, tenta di stimare l’attività produttiva svolta in Italia, al netto della commercializzazione di prodotti importati).
Guardando alle performance oltreconfine, per la moda junior si stima una crescita media annua delle vendite estere corrispondente al +3,9%. L’export dovrebbe, pertanto, concorrere al 36,8% del turnover settoriale, guadagnando così un punto percentuale rispetto al 2014.
Con riferimento all’import, al deciso incremento sperimentato nel corso del 2014, segue nel 2015 una decelerazione, stimata nell’ordine del +2,7%.
La dinamica prevista per i flussi commerciali in entrata e in uscita dall’Italia determinerebbe solo un lieve peggioramento del deficit commerciale di comparto (da -728 milioni di euro a -737).
Secondo le previsioni, i consumi nazionali (in tale accezione comprensivi dei consumi delle famiglie, dei consumi extra-familiari e delle scorte) dovrebbero archiviare il 2015 ancora in territorio negativo, facendo registrare però un discreto rallentamento del ritmo di caduta: la flessione su base annua è stimata arrestarsi al -0,8%.
Tornando alle performance sperimentate sui mercati esteri, è possibile circoscrivere l’analisi al solo abbigliamento per neonati (per il quale si possono isolare le voci doganali di pertinenza e, quindi, i flussi commerciali con l’estero per Nazione). Nei primi nove mesi del 2015 le vendite oltreconfine di moda bébé mostrano un vigoroso tasso d’incremento pari al
+9,8%. A tale risultato hanno concorso, in primis, Spagna (interessata da un ‘mini-boom’) e Regno Unito, in aumento del +29,3%, rispettivamente primo e secondo mercato di sbocco della moda bébé nel periodo monitorato. Mentre la Germania cresce del +2,9%, la Francia cede il -3,4%. La Russia, che dal 2010 si era rivelata il primo mercato di destinazione del childrenswear italiano, nel 2015 passa in sesta posizione, accusando un decremento prossimo al -40% (peggiore quindi rispetto a quanto registrato dal Tessile- Moda nel suo complesso nel medesimo periodo, ovvero -33,3%).
Sempre con riferimento al solo abbigliamento bébé, le importazioni dall’estero in Italia evidenziano un’evoluzione pari al +5,8%. Cina e Bangladesh crescono rispettivamente del +8,2% e del +41,1%; assieme coprono oltre la metà del totale importato di comparto, con una quota l’una pari al 37,7%, l’altro pari al 13,6%. La Francia, in seconda posizione, arretra, invece, del -1,6%, mentre la Spagna, quarta, del -4,5%.

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Sotto il profilo demografico, il mercato italiano dell’abbigliamento Junior, al 1° gennaio 2015, si componeva di poco più di 8,38 milioni di individui di età compresa tra 0 e 14 anni.
Da gennaio ad agosto 2015, sulla base delle (pur provvisorie) rilevazioni ISTAT ad oggi disponibili, le iscrizioni in anagrafe per nascita sono state pari a 318.628, con un decremento di 8.539 unità rispetto ai primi otto mesi del 2014 (-2,6%). I maschi rappresentano il 51,5% del totale.
Se si focalizza l’attenzione sul consumo di moda junior in Italia, i dati più aggiornati relativi al sell-out invernale si riferiscono alla stagione Autunno/Inverno 2014-15. Dopo anni di continui cali della spesa destinata dagli italiani al Tessile-Moda, tale stagione ha prospettato se non la ripresa della domanda, quanto meno una tendenza all’assestamento dei livelli di sell-out a fronte della profonda ristrutturazione cui ha assistito questo mercato nel più recente passato. Per il complesso dei prodotti di Tessile- Moda, l’A/I 2014-15, secondo le rilevazioni effettuate da Sita Ricerca per conto di SMI, ha registrato infatti un deciso rallentamento del tasso di decremento, contabilizzato nel -1,6% in termini di spesa corrente, ma soprattutto nel +0,2% in termini di spesa costante. In detto contesto, la moda junior ha raggiunto un risultato piuttosto discreto, anche se non tra i migliori, posizionandosi comunque sopra media: in particolare, essa vede infatti frenare la spesa corrente al -0,2%, mentre vede quella costante tornare in area positiva e sperimentare così una lieve crescita, pari al +0,6%.
Peraltro, la stagione in esame si è rivelata particolarmente positiva sia per il segmento ‘bambina’, interessato da un timido aumento pari al +0,5%, sia soprattutto per il segmento ‘neonato’, in crescita del +1,2% (ed era dalla P/E 2011 che tale segmento, pur a maggior valenza emozionale, non archiviava una dinamica di segno positivo). Infine, il segmento ‘bambino’ si è mantenuto in calo, rallentando comunque al -1,6% (dal -3,7% della precedente A/I).
Sul fronte retail, se si analizzano i dati riferiti alla struttura distributiva (ovvero al sell-out per canale), lo Junior vede confermata la leadership delle catene, forti di una quota prossima al 50% del mercato, nonostante, nel periodo monitorato, abbiano subito una battuta d’arresto pari al -1,1%. Tale dinamica, peraltro, deve essere ricondotta al calo della spesa relativa al solo ‘bambino’, mentre sia il sell-out destinato al ‘neonato’ sia soprattutto il sell- out destinato alla ‘bambina’ sono risultati in aumento (rispettivamente +1,2% e +3,2%).


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